salve *-* mi sarei decisa a condividere anche con voi la mia ff *-* un pò mi imbarazza perchè i protagonisti siamo io e mort :___D ho deciso di fare un continuo del film *_*!
l'ho postata anche in ifod ma non è ancora finita... spero che vi piaccia e accetto le critiche :__D (un pò sono imbarazzata

)
Cap1
Che cos’è la pazzia? E’ la semplice sovrapposizione della parte selvaggia della mente umana a quella razionale o è il modo più puro e semplice per assecondare i nostri desideri? Quei desideri nascosti … quelli di cui ci vergogniamo , quelli che ti sussurrano “Fallo!!Allora?Che aspetti, codardo di cosa hai paura?”
Per zittirli non si può far altro che accontentarli … sedare la loro sete.
Che colpa ha un uomo se troppo debole? Se la vita e le persone gli fanno troppo male? I desideri più nascosti sono l’unica cosa che rimane … gli unici amici.
Almeno così la pensava Morton Rainey dopo aver commesso i suoi “insani” gesti … se la gente lo additava era perche era cieca, non aveva ancora capito qual è la vera natura dell’uomo … lui sì, lui l’ha capito, non a caso da quel giorno la sua vita era molto più regolare, non era più pigro come una volta. Prima dormiva solo per non sentire quelle vocine, non scriveva perché la sua mente era troppo occupata ad ignorarle per riuscire a produrre qualcosa. Prima si sentiva come uno scrittore fallito, nient’altro, ora invece è diventato ciò che voleva, anche migliore di com’era quando viveva con Amy… si decisamente! Adesso teneva molto di più alla sua persona, faceva molto esercizio fisico, aveva un’alimentazione più sana … si era anche deciso a mettere l’apparecchio! “certe cose vanno aggiustate …” continuava a ripetere.
Cap2
Tutto era tranquillo quel giorno a Tashmore Lake dove si trovava la casa di Mort, tranquillo come ogni dannatissimo giorno.
Tashmore Lake era un piccolo paesino provinciale del Maine, era allegro solo d’estate quando la gente ci veniva in vacanza. Per il resto dell’anno era una sorta di città fantasma, con pochi abitanti che vivevano come se fossero colpiti da una maledizione che li costringe a vivere lo stesso identico giorno fino alla fine della loro vita.
Era, però un vero e proprio paradiso terrestre per le persone che vivevano nelle grandi e caotiche città, anche Mort anni prima aveva subito il fascino di quel posto e lo stesso stava per accadere ad un’altra persona …
Rita si chiamava, Rita Deckers. Lei era il detective più giovane di New York e paradossalmente era anche la più esperta e famosa, i suoi pochi anni di carriera erano stati molto intensi, da subito avevano capito che aveva stoffa per quel mestiere.
Nonostante ciò Rita era stanca … quella vita le faceva schifo, era stanca di vedere tutto quel male, New York era davvero troppo per lei … l’ha sempre saputo infondo ma si rifiutava di ammetterlo. Una volta amava quella città … una volta, quando ancora era una promettente studentessa del College, la vita era così bella lì che non desiderava altro, aveva paura però che una volta provata la felicità tutta la sua vita sarebbe stata in discesa. E invece si sbagliava, era assolutamente piatta, sterile. A volte pensava di essere pazza.. era infelice perché non era andata come pensava, non aveva problemi da risolvere a parte i suoi casi in ufficio.. parecchi avrebbero pagato per una vita così ma lei si lamentava, lei aveva da ridire, lei non la sopportava, lei doveva cambiare.
Cap3
“Hei!.. Che c’è che non va?” le domandò Mike, “Oh ciao Mike.. come va con quel rapporto?” “Oh bene, bene, ma non hai risposto alla mia domanda! E da stamattina che ti osservo, sembra ti sia morto il gatto.. insomma cos’hai? Lo sai che me lo puoi dire ci conosciamo da anni che diamine! Che sono problemi di cuore? Se vuoi, conosco un bravo cardiologo!” esclamò scherzando. Rita si sforzò di ridere, ormai era abituata alle battute stupide di Mike ma quel giorno ebbe come l’impulso di spaccargli un paio di denti.. “Nulla Mike, davvero …” “A chi vuoi darla a bere! Avanti! Quando Sandra mi ha mollato sei stata l’unica a starmi vicino, mi sento inutile quando non mi permetti di darti qualche consiglio!” .
A Rita riaffiorarono alla mente quelle serate passate a parlare con Mike.. era proprio un caro ragazzo, ricordò anche com’era stata crudele Sandra con lui.. davvero non se lo meritava. Decise che se proprio doveva confidarsi con qualcuno Mike era davvero la persona adatta..
“Mike, ricordi l’altra sera a cena con il capo? Disse di avere un cugino sceriffo a Tashmore Lake che stava per andare in pensione e che non c’era nessuno disponibile a ricoprire la sua carica, ricordi?” “Ma si che ricordo.. adesso ha anche una frase in più con cui minacciarci: “Ti mando a dirigere il traffico idiota, o peggio ti do il posto di quello sfigato di mio cugino!” , ma non capisco cosa c’entri il cugino sfigato del capo con te...” “…. fa nulla Mike, davvero in fondo non è nulla, magari è un periodo di merda, mi passerà!” “No Rita!” disse con fermezza “Adesso pretendo di sapere!” “Ok, ok va bene, ma so già che dirai che sono pazza!” “Figurati, come se non lo sapessi già!” “ Beh insomma.. Mike io mi sono stancata di tutto, del mio lavoro, della mia casa, di questa città.. insomma della mia vita in tutti i suoi frangenti!”. Prese aria e disse tutto d’un fiato “Insomma avevo pensato che prendere il posto dello sceriffo Dave Newsome a Tashmore Lake non fosse poi una cattiva idea!” “……….” “Beh?” “Ahahahahaha! Oddioooo! Ahahahah! No, ma tu hai sbagliato mestiere dovevi fare l’attrice, davvero! Ahahaha! Hai fatto una faccia serissima.. ti giuro che per qualche secondo ci avevo creduto! Mio Dio non farlo più! Ahahaah!”
“……….” “No… no, cioè aspetta stai dicendo sul serio? MA CHE CAZZO TI E’ VENUTO IN MENTE EH?? NO, MA CIOE’ STIAMO SCHERZANDO? TU HAI TUTTO PER DIO!!!!!!! VUOI DAVVERO ANDARTI AD INFOGNARE IN UN CESSO DI PAESE CHE NESSUNO CONOSCE? NO, RITA TU STAI SCHERZANDO IO NON TE LO PERMETTO!” “Tu non me lo permetti?” “No, non te lo permetto! Tu sei una pazza.. tu non puoi buttare tutta la tua carriera.. hai avuto la fortuna di lavorare subito ai casi più importanti di questa città e vuoi buttare tutto nel cesso? No, davvero perché?” “Mike, io non devo spiegarti nulla! Per questo non volevo dirtelo! Io voglio andarmene da qua! A tutti i costi! Non me ne faccio nulla di questa vita! A me non da nulla!” “Ma, scusa adesso ragiona, tu pensi che il capo ti lascerà andare via così? Pensi che lasci che un talento come il tuo esca dalla sua squadra per prendere il posto di Dave Newsome?? Ok, va bene! Se pensi questo sei pazza si!” “Mike.. io ho già chiesto il trasferimento, il capo non sembra abbia fatto storie, certo era deluso.. ha tentato di dissuadermi ma non ci è riuscito.. mi ha solo detto che quando vorrò potrò tranquillamente tornare indietro.. ma non ne ho comunque nessuna intenzione. Mike questa è la mia ultima settimana qui.” Mike non disse più nulla, era rimasto lì con gli occhi sbarrati e increduli che in pochi secondi divennero occhi rabbiosi e delusi..
La lasciò li, senza una parola.
Cap4
Litigare con Mike era davvero l’ultima cosa che voleva, soprattutto in questi giorni.. ma prima o poi doveva dirglielo e sapeva che non l’avrebbe presa bene.
Come se non bastasse, adesso anche i colleghi la guardavano male, facevano finta di nulla ma lei lo sapeva, li sorprendeva a guardarla di traverso quando passava nei corridoi e quando incrociava i loro sguardi, gli occhi sembravano dire “Eccola quella bambina viziata! Aveva tutto quella stronza, io per ingentilirmi il capo devo farmi in quattro e lei invece non ne ha mai avuto bisogno! Ha avuto quello che si merita quella bambinella del cazzo!” Lo sapeva.. sentiva queste frasi nella sua mente come se qualcuno gliele stesse urlando ma a lei non importava.. nel giro di qualche giorno non avrebbe più visto nemmeno una di quelle facce.. al massimo qualcuno lo avrebbe sentito al telefono se ancora ci teneva. Per ora pensava solo a Mike, magari le sarebbe mancato a Tashmore Lake, magari lì non c’era nessuno che la mattina le portasse il caffè in ufficio accompagnato da qualche battuta idiota, ma avrebbe superato anche queste piccolezze... voleva andarsene al più presto e nulla al mondo l’avrebbe fermata!
Cap5
Il giorno era arrivato, era tutto pronto, un lungo viaggio la aspettava, aveva deciso di andare a Tashmore con la macchina anziché con l’aereo.. così avrebbe reso il passaggio dal grigio al verde meno traumatico, pensava.
Arrivò a Tashmore impiegando meno tempo del previsto ma si sentiva comunque stanchissima e chiedendo qualche informazione qua e la riuscì a trovare senza troppe difficoltà il motel che l’avrebbe ospitata finché non trovava un alloggio adeguato.
“Riva del lago.. che nome di merda per un motel” pensò divertita.. L’indomani le toccava trovare il dipartimento di polizia per parlare con lo sceriffo, si sentiva così stanca che faceva fatica anche a pensarci, e senza troppe cerimonie si addormentò vestita sul letto completamente intatto..
Cap6
Si svegliò con un gran bel mal di testa e si vestì in gran fretta, non voleva arrivare in ritardo al dipartimento, ci teneva a cominciare col piede giusto.
Riconsegnò infine le chiavi alla reception, se così si poteva chiamare. “Ha per caso un’aspirina?”domandò con voce quasi sofferente “Ha mal di testa vero?” rispose l’uomo con un tono troppo alto per la sua povera testa “Capita spesso ai nuovi di qui! E’ l’aria del lago.. in un paio di giorni si abituerà si fidi, comunque sia le vado subito a prendere un’aspirina!” “Grazie mille!”.
L’uomo della reception fu sorprendentemente veloce “Ecco signorina, vedrà che tra qualche minuto starà meglio! Questa fa miracoli!” “Grazie mille ancora.. senta sa per caso che strada devo fare per arrivare al dipartimento di polizia?” “Certo è facilissimo, basta seguire questa strada, lo trova appena dopo il secondo semaforo, Tashmore è piccola è molto facile muoversi!” “Già” disse Rita in un tono poco convinto. “Mi scusi se m’impiccio signorina ma per caso è lei la giovane donna che dicono debba sostituire il nostro caro Sceriffo?” “Sì,si sono proprio io” disse con un tono stupito “Ma lei come fa a saperlo mi scusi? Non c’è stato nemmeno il primo colloquio tra noi.” “Beh sa.. si dovrebbe abituare anche a questo signorina, in un piccolo paese le voci girano molto più velocemente che a New York, qui siamo tutti una grande famiglia, abbiamo una sola pecora nera a Tashmore ma questo le sarà spiegato dallo Sceriffo meglio di come possa farlo io..” “Oh beh... va bene!”disse sorridendo “Grazie di tutto..”
Non poco incuriosita dalle parole del receptionist Rita avviò il motore dell’auto, adesso aveva un motivo in più per andare di fretta. Ecco un’altra sua particolarità: la curiosità. Nessuno al mondo è più curioso di lei, forse è anche questo il motivo per cui risolveva i casi più difficili più in fretta di altri. Adesso non vedeva l’ora di parlare con lo sceriffo, di sapere chi era “la pecora nera di Tashmore” di cui parlava quell’uomo ma prima doveva chiamare il suo vecchio capo. Gli aveva promesso che una volta arrivata l’avrebbe chiamato e si era appena accorta di aver lasciato il suo cellulare in camera.. “Oh merda.. adesso mi devo per forza fermare! Magari in quella specie di ristorantino avranno un telefono pubblico.”
Parcheggiò la macchina frettolosamente ed entrò.. “Salve.. avete un telefono pubblico?” Tutti la guardavano come se già sapessero e una signora da dietro al bancone la rispose cortesemente “Certo, signorina.. è proprio lì dietro di lei!” “Oh grazie infinitamente!”
Il capo non rispondeva, gli lasciò un messaggio in segreteria..
“Grazie mille” ripeté alla donna “Arrivederci!”
Uscì, guardò la macchina.. sul parabrezza sotto i tergicristalli c’era un fogliettino bianco strappato.. lo prese. C’era scritto “Scusi, le ho appena rotto un faro facendo retromarcia, la prossima volta parcheggi meglio! Mort Rainey..”
“MERDA!”
Cap7
Con la rabbia che le offuscava la mente per le parole irrisorie di quel tizio, Rita riprese la strada per il dipartimento.. “Speriamo che questa giornata migliori con il passare delle ore altrimenti mi precipito a casa di questo Mr. Rainey che ho bisogno di urlare contro qualcuno!”
Finalmente le parse di scorgere il dipartimento, era proprio come se lo immaginava.. sembrava una centrale di polizia di quelle che si vedono nei film di serie b.. piccola, poco credibile, ma le piaceva, in fondo non era fredda come quegli enormi edifici di New York. Parcheggiò, stavolta con più attenzione, quasi per dimostrare qualcosa a quel tizio semmai fosse passato di lì e aprì la portiera. Prima di scendere fece un gran bel respiro come era solita fare quando era nervosa.
All’interno il dipartimento aveva un’aria decisamente provinciale, la stessa di quell’uomo che si era trovata davanti “Salve”disse sforzandosi di sorridere “Io sono..” “Rita Deckers!” “Sì..”affermò quasi delusa per la brusca interruzione della sua presentazione “La stavamo aspettando tutti! Io sono lo Sceriffo Dave Newsome!Accidenti! I ragazzi di questo dipartimento avranno molto di più da guardare invece di questo vecchio bacucco quando lei prenderà il mio posto!” La battuta dello Sceriffo fu seguita da alcune risate.. Rita si chiese se quel modo di parlare così falsamente allegro e scanzonato era insito in ogni abitante di quel dannato paesino e sorridendo ancor più forzatamente seguì lo Sceriffo nel suo ufficio.
Non ci poteva credere! Il classico ufficio da sceriffo che si vedeva nei film americani, la porta era di legno con un vetro semitrasparente sul quale era scritto a grandi lettere il nome dello sceriffo. L’ufficio era piccolo ma molto illuminato dall’enorme finestra che affacciava sulla strada.. la scrivania dello sceriffo era di fronte alla porta, mentre alla destra della stanza c’era quella della segretaria, lei aveva un’aria particolarmente stupida e Rita sperò caldamente di non dover lavorare con lei..
“Si accomodi prego!” Rita obbedì meccanicamente.. continuava a guardarsi intorno, strano che nell’ufficio di uno sceriffo ci fossero appesi al muro così tanti lavori di punto croce..
“Le piacciono?” “C-come? Cosa?” “Il punto croce! Li stava guardando no?” “Oh si certo davvero deliziosi!” “Li faccio io!” disse orgogliosamente “E’ un buon metodo per rilassarsi.. dovrebbe provare anche lei!” “Oh ci penserò!”
Mai visto nulla di simile.. per la prima volta Rita stava avendo dei dubbi su ciò che stava facendo, pensò se non sarebbe più saggio chiamare il capo e tornare subito indietro, ma poi si disse che se lo sceriffo stava andando in pensione c’era un motivo.. magari era solo lui ad essere un po’ “particolare”, magari Tashmore non era poi così male come si stava presentando ai suoi occhi.
“Bene signorina Deckers.. come trova Tashmore Lake?” “Oh purtroppo non ho visto molto.. sono arrivata ieri sera tardi e ho solo dormito.. beh comunque per ora non mi sembra male!” sorrise.. “Si troverà benissimo glielo garantisco! Certo non è New York, ma ha la sua dignità!” “Non ne dubito!” rispose prontamente.. “Beh è un paese tranquillo, non succede mai nulla... ci conosciamo tutti, siamo una grande famiglia.. mi spiace solo che proprio adesso che sto per andare in pensione si è presentato un caso che se fossi più giovane avrei di sicuro già risolto! Oh ma non è finita qui eh! Incastreremo quel pazzo!” esclamo lo sceriffo quasi parlando tra se..
Rita sentì le sue antennine immaginarie mettersi sulle frequenze dello sceriffo, insomma qualcosa di interessante c’era in quel buco!
“Pazzo? Quale pazzo?” “Mort Rainey! Lo ha mai sentito?” “….. mi ha appena sfasciato un faro!”
Cap8
“Le ha sfasciato un faro?Allora lo ha già visto?” “No, mi ha lasciato un messaggio sul parabrezza!” “Per Dio! Si riconferma sempre più folle!” “Ma cosa le fa pensare che sia pazzo? Cioè cosa ha fatto?” “Bene signorina Deckers, se lei deve prendere il mio posto, è giusto che sappia tutto per filo e per segno.. conto sul fatto che lei mantenga la fama che aveva a New York.. lo mandi al fresco una volta per tutte la prego!” Il viso dello sceriffo era diventato quasi solenne..
“Morton Rainey è un famoso scrittore, la casa dove abita adesso prima era usata solo come residenza estiva.. quando dico prima, intendo dire prima del suo divorzio con la moglie, Amy Rainey, da un anno e più infatti si è stabilito definitivamente a Tashmore. Sei mesi fa sono cominciati strani episodi, sono scomparse quattro persone e tutte sono collegate in qualche modo a Mort Rainey!” “Chi sono le persone scomparse?” “La moglie di Mort, l’attuale compagno Ted, il nostro povero vecchio Tom e un famoso avvocato, troverà comunque tutto molto dettagliatamente in archivio. I loro corpi non sono mai stati trovati.. ma io so che è stato lui.. non può essere nessun altro, solo che come ben sa se non ci sono cadaveri..” “Non c’è omicidio” “Esattamente! Oltretutto è anche accusato dell’incendio della sua stessa casa, quella in cui abitava sua moglie... e per coprire queste sue barbarie si era creato un nemico.. John Shooter! Dava la colpa a lui per tutto ciò che è successo, ma per Dio non esiste nessun John Shooter! Ebbe addirittura il coraggio di venirlo a denunciare qui! Era seduto sulla sua stessa sedia, signorina, lo ricordo come fosse adesso! Che Dio lo fulmini!” “Ma queste quattro persone.. in che modo sono collegate con Mort Rainey a parte la moglie?” “Più di un anno fa Rainey scoprì in malo modo che la moglie lo tradiva.. li trovò in un motel di qui, Riva del lago, lo conosce?” “Sì, è lì il mio alloggio provvisorio…” “Bene, noi siamo sicuri che l’uccisione di sua moglie e del suo nuovo compagno siano del tutto delitti passionali.. dopo il divorzio, il signor Rainey era un relitto... la sua donna delle pulizie ce lo ha confermato.. le altre due vittime invece sono coinvolte indirettamente, l’avvocato era stato ingaggiato per difenderlo da questo fantomatico John Shooter, mentre il povero Tom gli sarà stato in qualche modo d’impiccio, anche se non sappiamo ancora bene perché..”
“Più che pazzo a me sembra molto furbo.” “No signorina, si fidi, è un pazzo dovrebbe vederlo! Dopo questi episodi lo abbiamo interrogato decine di volte.. lei deve vedere i suoi occhi, signorina, sono gli occhi di Satana! Anche l’ultima volta che l’ho visto.. gli ho detto di non farsi più vedere in giro, sa mette in agitazione la gente, e lui non faceva altro che parlare di “finali”!” “Finali?” “Sì, diceva che la cosa più importante in una storia e il finale e che il suo era perfetto!” “Un finale perfetto..” sussurrò Rita come per memorizzare “E non ha detto altro?” “Assolutamente no! E’ inattaccabile, è capace di rigirare chiunque con le sue parole!” “Senza offesa,sceriffo, ma è sicuro di aver fatto tutto con lui?” “Questa la consideri la sua prima vera sfida signorina... ci parli, lo incontri, dopo mi dirà!”
Lo sceriffo sembrava davvero convinto delle sue parole, da quel che sembrava questo Mort Rainey era davvero intoccabile. Anche se lo sceriffo l’aveva convinta, Rita riserbava sempre quel pizzico d’orgoglio che la contraddistingueva.. lei quel caso lo avrebbe risolto, ed anche velocemente!
Lo sceriffo la informò che il giorno seguente ci sarebbe stata la sua festa di pensionamento e che lei era invitata.. le sarebbe servito anche per farsi conoscere dalle persone. Si sarebbe sentita a disagio di sicuro, ma presto o tardi si sarebbe comunque trovata in una situazione del genere dato che spesso c’erano feste di paese, pensò quindi a tutti i lati positivi, magari ne avrebbe approfittato per chiedere agli altri cittadini altre informazioni su Mr. Rainey.
Cap9
Rita tornò al motel pensierosa, le parole dello sceriffo le rimbombavano nella mente.. questo Mort Rainey non poteva essere poi così terribile!
Non era sicura di voler aspettare il giorno dopo per fargli visita, ma si sforzava di aspettare almeno un altro pò.. almeno il tempo di prendere la carica di sceriffo, era meglio parlargli in vesti ufficiali, pensava.
Entrò nella sua camera e si distese sul letto, non aveva sonno e dubitava riuscisse a dormire quella sera, era agitata e non sapeva perché.. anzi forse lo sapeva ma non voleva pensarci. Allungò la mano sul comodino per cercare un libro ma fece inevitabilmente cadere un fogliettino.. era quello di Mort Rainey. Quel nome scritto lì risultava molto invitante, Rita lo guardò insistentemente per qualche secondo come se cercasse di immaginare il viso di quell’uomo studiando la forma delle lettere che formavano il suo nome.
Perché? Perché senza nemmeno conoscerlo si sentiva così presa da quell’uomo? La sua non era più sola curiosità.. la cosa era andata oltre. E quando se lo sarebbe trovato davanti? La cosa sarebbe continuata ad andare oltre? Decise di non pensarci più.. l’indomani tutti i suoi dubbi sarebbero svaniti, avrebbe bussato alla sua porta.. se non per interrogarlo l’avrebbe fatto per farsi ripagare il faro.
Cap10
I primi spiragli di luce filtravano dalla finestra ed erano un sollievo per chi aveva passato la notte a rigirarsi nel letto..
Rita non si era mai alzata con così tanto entusiasmo.. era ancora presto, la festa di pensionamento sarebbe stata nel tardo pomeriggio, era un’occasione perfetta per far visita al signor Rainey!
Montò in macchina quasi sorridendo ma poi si rese conto di non avere la minima idea di dove vivesse quell’uomo, quindi tornò alla reception per chiedere informazioni.
“Buongiorno!” “Salve signorina! Ha di nuovo mal di testa?” “Oh,no no grazie! Volevo chiederle un’informazione!” “Mi dica..” “Vorrei sapere dove abita Mort Rainey” “Mort Rainey? E’ sicura? Ha parlato con lo sceriffo? Le ha spiegato che tipo è?” “Si, ci ho parlato.. e adesso desidero parlare con lui..” “O-ok.. le basta seguire le indicazioni per il lago.. la sua casa è proprio in quei pressi non avrà difficoltà a trovarla... ha una jeep nera targata New York parcheggiata vicino casa è l’unico ad avere una macchina di quel tipo qui.” “Grazie” “Signorina.. stia attenta.. non le conviene farsi accompagnare dallo sceriffo?” “”Grazie per il suo interessamento ma non ne ho bisogno.”
In effetti l’idea del receptionist non era sbagliata.. da come ne parlavano sembrava davvero un tipo pericoloso ma Rita, pur non sapendo ancora perché, provava una certa simpatia per quel tizio, nonostante le abbia rotto un faro e che l’abbia criticata per come aveva parcheggiato.. nonostante fosse un potenziale criminale.. nonostante il suo dovere era provare tutt’altro che simpatia verso i criminali.
Durante il percorso Rita pensava a cosa gli avrebbe detto una volta bussato alla sua porta.. in effetti era la prima volta che affrontava da sola una persona sospettata di omicidio.. di solito con lei c’era sempre qualcuno e negli ultimi tempi quel qualcuno era Mike. Adesso doveva fare i conti anche con questo.. non ci sarebbe stato più Mike ne nessun altro al suo fianco a darle man forte, adesso c’era solo lei.. ed è inutile dire che tutto ciò le piaceva non poco!
Le parve di scorgere una casa dietro la fitta vegetazione e imboccò un largo vialetto terroso per raggiungerla.. era sicuramente la casa di Mort in quanto riconobbe l’auto che il receptionist le aveva accennato.
Il vialetto portava dritto verso la casa che era davvero molto carina con una vista mozzafiato sul lago.. fermò l’auto subito dietro quella del signor Rainey e scese guardandosi intorno.
Ecco. Adesso era li davanti alla sua porta.. lì dove voleva essere negli ultimi due giorni, le bastava solo allungare la mano per bussare e tutti i suoi dubbi sarebbero stati cancellati ma proprio mentre stava per toccare il legno della porta, questa si aprì all’improvviso cogliendola impreparata. Lei che era sempre pronta a ribattere e che non si è mai fatta cogliere di sorpresa da niente e nessuno era rimasta senza parole, un po’ per l’improvvisa apertura della porta e un po’ per ciò che adesso le mostrava...
Se quelli erano “gli occhi di Satana” l’Inferno sarebbe stato un posto bellissimo.
Se quelli erano gli occhi di un pazzo Rita avrebbe prontamente lasciato tutto e tutti per diventare infermiera in una casa di cura.
Il viso di Mort Rainey era calmo e sereno, quasi inespressivo... i suoi lineamenti erano perfetti, nulla era fuori posto... era bellissimo.
I suoi occhi scuri però raccontavano una storia diversa... tradivano la serenità del suo viso, quegli occhi in quel momento stavano parlando al posto suo.
Cap11
“Salve” cominciò Mort “Vuole dirmi cortesemente chi è o vuole rimanere ancora li a fissarmi per qualche altro minuto?” “Oh scusi! E’ che ha aperto la porta così velocemente che mi ha quasi spaventata!”si giustificò Rita, sentiva il sangue accorrere veloce alle guance.. stava arrossendo?! NO! Non doveva non poteva permetterselo! Vide lo sguardo di Mort farsi sempre più risoluto, non poteva farlo diventare troppo sicuro di se, i suoi giochetti con lei non dovevano funzionare!
“Sono Rita Deckers, il nuovo sceriffo di Tashmore Lake al posto di Dave Newsome, nonché colei a cui ha rotto un faro ieri mattina! Lei è il signor Rainey, giusto?” aveva detto questa frase tutta d’un fiato quasi fiera per aver trovato un tono così autorevole nonostante dentro di lei stava succedendo qualcosa di strano..
“Si, sono Mort Rainey... sono onorato di fare la sua conoscenza “nuovo sceriffo di Tashmore Lake”! Si vuole accomodare?”
Rita avanzò nel salotto e Mort chiuse la porta alle sue spalle con un movimento del braccio così veloce da farla indietreggiare di qualche passo.
Fingendo di non aver visto, Mort continuò “E’ qui per qualche precisa ragione? Vuole che le paghi il faro o mi vuole interrogare? Era il passatempo preferito del vecchio sceriffo sa? Però devo ammettere che essere interrogato da lei sarebbe più piacevole!” disse con un sorriso..
“Non sono qui per nessuno di questi motivi Signor Rainey” “Mi chiami Mort” “Sono qui, signor Rainey, solo perché ritengo sia giusto che le persone mi conoscano, in quanto sceriffo ho bisogno della fiducia di ogni singolo cittadino!” mentì. In realtà nemmeno lei sapeva più perché era li...
“Scommetto che sono stato il primo cittadino che ha avuto l’onore di farla sedere sul proprio divano..” “Si sente molto importante signor Rainey... mi dispiace deluderla!”
“Percepisco un certo astio nei miei confronti... sono sicuro che la mia fama mi ha preceduto per l’ennesima volta...” “Si sbaglia, se fosse così non mi troverei qui adesso, o forse sarei qui comunque ma con un bel po’ di guardie al seguito. Lei non mi conosce, non mi baso su quello che mi dicono gli altri per farmi un’idea su una persona, preferisco prima ascoltare cosa ha da dire.”
Anche se nel caso di Mort Rainey più che ascoltare c’è da “vedere” quello che ha da dire... i suoi occhi raccontano molto più delle sue labbra nonostante anch’esse siano molto belle da guardare quando parla.
“Ne sono molto felice, ma quindi è come pensavo... è qui per interrogarmi.” “No signor Rainey, al momento non ritengo sia necessario.. le ho spiegato già il motivo della mia visita. Anzi, adesso dovrei andare.”disse alzandosi “L’accompagno alla porta.”
Nel seguirlo Rita notò la cucina... decine di pannocchie erano adagiate sul tavolo.
“Le piacciono le pannocchie,signor Rainey?”chiese uscendo “Non immagina quanto! E’ stato un vero piacere!” “Anche per me!” “Torni quando vuole!”
“Contaci!” sussurrò Rita aprendo lo sportello della sua macchina.
Cap12
Subito dopo aver chiuso la porta Mort osservò la giovane donna infilarsi in macchina e andarsene, non era convinto di quello che gli aveva detto, la sua voce non era sicura come lei voleva far credere.
Si distese sul divano pensieroso... era da tempo che non lo faceva, le vocine che non l’avevano mai lasciato gli affollavano la testa.
“Oh Mort, Mort! So cosa stai pensando!” “Cosa?” “Che finalmente dopo tanto tempo una donna ti ha rivolto la parola senza agitarsi e scappare via!” “E andata via invece non hai visto?” “Si che è andata via!E’ come tutte le altre Mort! Quel tipo di donna non si smentisce mai!” “E che ne sai tu delle donne?!” “E tu Mort? Che ne sai tu? Secondo te perché era qui?” “Non lo so.” “Te lo dico io perché... ti vuole incastrare! Cosa c’è di peggio di una donna se non una donna sceriffo! Liberatene!” “OH MA PIANTALA!”urlò alzandosi di scatto dal divano... le vocine si spensero.
“Devo rivederla!” disse infine uscendo dalla porta.
Cap13
La festa di pensionamento dello sceriffo era noiosa come immaginava... le persone non facevano altro che mandarle occhiate e parlare tra loro, lo sceriffo cercava di coinvolgerla nei discorsi, si sentiva come ai tempi del liceo quando si trovava in feste di cui nemmeno conosceva il festeggiato. Si sentiva praticamente come un iceberg nel deserto...
La festa era all’aperto e c’erano davvero tutti, anche la segretaria stupida dello sceriffo che non faceva altro che emettere ridolini senza senso, se fosse stata obbligata a lavorare con lei non sapeva quanto sarebbe durata.
Approfittò del discorso di Dave Newsome per andarsi a sedere all’ultimo tavolino... almeno per una decina di minuti l’attenzione della gente non sarebbe stata tutta su di lei.
Stava quasi per addormentarsi sulla sedia quando vide tra la gente una certa agitazione... diresse lo sguardo dove guardavano insistentemente alcune persone e vide la jeep nera di Mort Rainey parcheggiata al lato della strada e lui appoggiato alla portiera intento ad ascoltare le parole dello sceriffo noncurante degli sguardi infastiditi della gente.
Non appena ebbe finito il suo discorso, Dave Newsome gli si avvicinò e Mort cominciò a parlare “Salve, Dave! Mi sembrava carino farle i miei auguri... so bene che non sono desiderato ma ci tenevo...” “Grazie, signor Rainey ma adesso se ci libera della sua presenza ci farebbe un grosso favore...” “Certo, nessun problema.” Aprì lo sportello ed entrò in macchina “Ah quasi dimenticavo, Dave. Il nuovo sceriffo... proprio una bella scelta!” disse salutando Rita con un gesto della mano.
Dave lo guardò andare via senza dire nulla, dopodiché si avvicinò al tavolo di Rita “Ha visto quanto può essere sgradevole?” “Sinceramente no!” “C-cosa? In che senso?” “Nel senso che non ha fatto nulla di sgradevole... insomma non si è mica lanciato urlando nella folla! In fondo è solo passato a salutarla ecco tutto.” “Lei è troppo ingenua signorina!”affermò Dave quasi scandalizzato “No, sceriffo! Io parlo sulla base di ciò che ho visto... sono stata a casa sua stamattina e si è comportato da persona civile, adesso è solo passato a salutare, per ora gli unici comportamenti strani li state avendo voi.” “Pensi quel che vuole signorina ma non mi faccia pentire di aver dato retta a mio cugino! Sapevo che sarebbe andata così!” “Così come?” “Sapevo che uno sceriffo di poco più di venti anni e per di più donna non sarebbe stata all’altezza della situazione.” “Adesso non sono più affari suoi signor Newsome... purtroppo per lei adesso lo sceriffo sono io, le farò vedere come si fa questo mestiere!Lei si dedichi al suo punto croce!”
Cap14
Arrabbiata Rita si infilò in macchina e partì verso il motel lasciando Dave Newsome senza parole. Avevano decisamente iniziato col piede sbagliato, ma poco importava. L’indomani lo sceriffo avrebbe sgombrato il suo ufficio e non avrebbe più dovuto vederlo tutti i giorni... a Rita non interessava far parte di quella “famiglia”, voleva solamente svolgere il suo lavoro in maniera più tranquilla di come lo faceva a New York anche se per ora nulla era andato come pensava.
Si trovava nel parcheggio del motel, ferma con le mani sul volante... la rabbia non era ancora passata. Le squillò il cellulare. Era Mike... “Pronto” “Ciao Rita, come va?” “Non lo so, Mike. A te?” “Torna!” “Cosa?” “Hai capito! Torna!” “No, Mike. Non torno devo dimostrare un sacco di cose alle persone di questo paese... mi conosci io non mollo!” “Che mi dici di Mort Rainey?” “Lo conosci?” “Me ne ha parlato il capo poco fa... ha detto che Dave Newsome lo ha chiamato infuriato. Dice che questo Mort Rainey è pericoloso e che tu sembravi schierata dalla sua parte, insomma, che succede?!” “Mike, credimi. Quello sceriffo è un idiota! Ti pare che io sia dalla parte di un potenziale criminale? Il fatto è che lo sceriffo non fa altro che agitarsi per nulla, sai come la penso, per me un rappresentante della legge dovrebbe sempre dare l’impressione che sia tutto ok, la gente deve sentirsi al sicuro. Se Mort Rainey fosse colpevole sarebbe già in carcere, per quanto ne so potrebbe anche essere innocente e tu che mi conosci sai bene che prima di accusare una persona per un crimine voglio essere sicura di quello che sto facendo! Non ci sono cadaveri Mike! Praticamente non c’è nessun crimine!” “Ma ci sono quattro persone scomparse e tutte hanno a che fare con Mort Rainey!” “Si ma Mort Rainey ha accusato un certo John Shooter... dicono che non esiste nessuno che si chiami così ma non hanno pensato che fosse un nome falso!” “Almeno fa attenzione.” “Si Mike sta tranquillo... come va a New York?” “E’ tutto come l’hai lasciato, ogni giorno qualcuno va di matto e fa a pezzi il vicino.” “Non mi mancherà New York!” “Io nemmeno?” “Mike ti prego...” “Si, scherzavo. Ci sentiamo Rita.” “Ci sentiamo Mike.”
Cap15
Mort Rainey. Mort Rainey. Mort Rainey.
Questo passava nella mente di Rita in quel momento.
Quell’uomo era la fonte di tutti i suoi guai a Tashmore, eppure era l’unica ragione per la quale era ancora li. Lo conosceva da un giorno ed era già diventato tutte quelle cose per lei... come sarebbe andata a finire? Fin dove si sarebbe spinta? Cos’era in realtà Mort Rainey per lei? “Nulla. Assolutamente nulla. E’ il suo caso che mi sta a cuore, non lui! E’ una sfida con me stessa ecco tutto... lui non c’entra niente.” Disse questa frase seduta sul letto fissando il televisore spento quasi come se volesse convincere se stessa pur sapendo che qualcosa in realtà stava succedendo... forse Mike aveva ragione, doveva tornare prima che fosse troppo tardi.
In tutta la sua vita non era mai stata così confusa, si chiedeva se anche Mort provava le stesse sensazioni e si sentiva sempre più stupida.
Questa cosa che stava cominciando, qualsiasi cosa fosse, doveva finire... e subito. C’era in ballo la sua carriera e siccome al momento viveva solo di quella, era in ballo la sua vita stessa.
Cap16
Mort Rainey poltriva sul divano... erano ore ormai che era immobile lì e di scrivere non aveva alcuna intenzione. Stava ricadendo nella sua accidia e questo gli capitava solo quando aveva qualcosa di serio a cui pensare, qualcosa di logorante, solo che adesso non sapeva cosa... sapeva solo che riguardava Rita Deckers.
L’aveva sentita litigare con Dave Newsome, aveva solo finto di allontanarsi alla festa di pensionamento, in realtà era nascosto poco più in fondo, pochi metri dietro Rita e Dave... e aveva sentito tutto.
Lei non disse nulla di particolare nei suoi confronti e questo lo sapeva bene, ma erano le parole più “gentili” che gli avevano rivolto da un anno in qua e lui non voleva “deluderla”, anche se era inevitabile prima o poi. Se lei era davvero così in gamba come tutti affermavano avrebbe scoperto tutto e lui sarebbe comunque stato “gentilmente” sbattuto al fresco. Ma non era questo che lo spaventava, sapeva bene che la sua mente non era stabile, sapeva bene che non avrebbe più avuto una vita normale... in fondo anche adesso era un prigioniero, prigioniero dei suoi istinti. Era di questo che aveva paura, paura di fare ancora del male e lui non voleva più farne, soprattutto a Rita. Da quello che aveva sentito da lei, era l’unica al momento a considerarlo ancora una “persona civile” e probabilmente sarebbe stata in pericolo se solo avesse scoperto qualcosa... come era determinata a fare.
Cap17
Le pareti dell’ufficio dello sceriffo erano finalmente libere da quegli orribili punto croce. Rita aveva una gran fretta di far diventare quel posto più suo possibile ma doveva fare i conti col fatto che adesso aveva una segretaria, per di più stupida... ma non le andava assolutamente di avere una disoccupata sulla coscienza e scese a compromessi con lei assegnandole il compito di rispondere al telefono... il suo ruolo equivaleva praticamente a quello di un soprammobile.
Il suo primo giorno di lavoro stava filando liscio come non mai, lo aveva passato a leggere e rileggere i documenti riguardanti il caso Rainey e si sentiva sempre più confusa al riguardo, anche se aveva la sensazione che la chiave fosse a portata di mano.
Il telefono squillò, la segretaria rispose prontamente per poi passarle la telefonata... mentre lo faceva il suo viso era preoccupato e stupito “E’ il signor Rainey” disse quasi balbettando. Rita osservò per qualche secondo il ricevitore come se stesse pensando a cosa dire, poi rispose “Signor Rainey?” “Salve sceriffo!” “A cosa devo la sua telefonata?” “Volevo ringraziarla... ieri ho sentito la sua discussione con Dave, ma non voglio che si faccia dei nemici per colpa mia.” “Nemici? Per colpa sua? Abbiamo solo avuto una discussione, i nostri modi di affrontare le cose sono molto diversi, quello che ho detto non era in sua difesa signor Rainey e di certo Dave Newsome non è un mio nemico!” disse ridendo “Però è stata l’unica a vedere le mie buone intenzioni nel gesto di ieri.” “Se vuole sapere la verità, anche io ho pensato che ci fosse un secondo fine nella sua comparsata di ieri, come se volesse fare un dispetto a Dave recandosi alla sua festa. Mi ha detto che le ha chiesto di non farsi più vedere troppo spesso in giro per Tashmore l’ultima volta.” “Esatto. Non è una cosa molto carina da dire ad una persona. Comunque ho chiamato anche per chiederle un’altra cosa.” “Cosa?” “Vorrei parlarle in privato, dopo il lavoro può passare da casa mia?” “Se è proprio così importante...” “Si, lo è.” “Va bene, dovrei staccare tra due ore più o meno...” “Grazie mille. La aspetto allora.”
Poggiò il ricevitore guardando nel vuoto... magari Mort si era deciso a confessare? O magari aveva altro da dire su John Shooter così da aiutarla nelle indagini? “Nemmeno lo sceriffo Newsome ha mai parlato con il signor Rainey così a lungo.” La segretaria la riportò alla realtà... “Beh non abbiamo parlato poi così tanto... mi ha solo detto che vuole vedermi, spero abbia da dire qualcosa di importante riguardo il suo caso.” “Ne dubito sceriffo. A Dave non ha mai detto nulla di costruttivo... quell’uomo è pazzo e come tutti i pazzi dice cose senza senso!” “Mi convinco sempre di più che Dave aveva metodi sbagliati!” “Dave era un brav’uomo.” “Sarà... ma non era di certo un bravo sceriffo.”
Cap18
Rita parcheggiò nel vialetto di Mort ma della sua auto non c’era traccia, bussò alla porta per sicurezza ed ebbe la conferma che non era in casa.
Stava per andare via, ma una volta in macchina decise che era meglio aspettarlo... in fondo anche a lei faceva piacere rivederlo. Ormai subiva il suo carisma in modo passivo, quasi non lottava più con se stessa per non ammetterlo. Non era colpa sua se Mort Rainey era così dannatamente bello.
Scese dall’auto, un piacevole odore di terreno bagnato la investì. Solo adesso notò che Mort possedeva un curatissimo giardino al lato della casa e pensò di darci un’occhiata. Ecco come Mort Rainey passava il suo tempo, di sicuro la cura del suo giardino era uno dei suoi hobby preferiti ed era quasi sicura che le pannocchie che notò nella sua cucina provenivano da lì, in quanto erano seminate in una buona parte del giardino.
“Le piace il mio giardino?”. Rita sobbalzò spaventata... era così attenta ad osservare il giardino che nemmeno sentì la macchina di Mort arrivare, ma non si spiegava come avesse fatto ad arrivarle così vicino all’ orecchio senza che lei si accorgesse di nulla.
“Lei riesce sempre a cogliermi di sorpresa! Un giorno mi spiegherà come fa!” disse cercando di riprendersi “Scusi se l’ho spaventata...”le rispose sorridendo “E scusi anche se l’ho fatta aspettare ma dovevo sbrigare una commissione improvvisa e urgente. E’ qui da molto?” “No, giusto dieci minuti. Non si preoccupi, non fa nulla. Mentre l’aspettavo mi sono permessa di ammirare il suo giardino, complimenti è molto bello.” “Oh grazie! Solo da poco ho scoperto le gioie del giardinaggio!” “Molto meglio delle gioie del punto croce di Dave Newsome almeno.” pensò Rita ad alta voce causando le risa di Mort.
“Beh si, il mio giardino è molto bello ma credo che sia meglio accomodarsi in salotto. Mi segua.”
Mort aprì la porta facendola entrare e le fece segno di accomodarsi sul divano dove si era già seduta il giorno del loro primo incontro. “Posso offrirle qualcosa?” “No, grazie mille! Insomma signor Rainey... perché sono qui?” “Perché gliel’ho chiesto io...” “Questo lo sapevo, ma perché mi ha chiamato?” “Perché lei mi piace!” “Scusi?” “E credo che il sentimento sia reciproco...” “Lei è pazzo!” “E lei è banale!” “Beh se è solo questo ciò che mi doveva dire io vado via!” affermò Rita alzandosi frettolosamente dal divano “Io invece credo che dovresti rimanere!” disse Mort mettendosi velocemente tra lei e la porta “Signor Rainey, la sua situazione è già abbastanza critica, mi faccia passare!”disse tentando di divincolarsi “Vuoi raggiungere la porta? Ti accontento subito!”
Mort l’ afferrò per la giacca e girando su se stesso la fece battere violentemente con la schiena alla porta mentre la teneva forte per non farla muovere “Perché non lo vuoi ammettere?” le sussurrò guardandola negli occhi.
Rita non riusciva a parlare, nei suoi occhi stava succedendo qualcosa, stavano cambiando impercettibilmente e lei se n’era accorta, ma non aveva paura... sentiva il suo corpo che la schiacciava, era immobilizzata ma tranquilla... non sapeva perché ma era sicura che Mort non le avrebbe fatto del male e senza pensarci, alzò lentamente il braccio per togliergli gli occhiali. “Che stai facendo?”le chiese Mort senza spostarsi di un millimetro “Non lo so. Niente... non farò niente.” Mort la inchiodò alla porta con più forza, stavolta tenendola per i polsi.
Le mancava il respiro... e non perchè Mort la stava schiacciando forte al legno, ma perché i suoi occhi erano ancora più belli senza occhiali, erano così profondi da riuscire a vedere i suoi pensieri, così vivi da far incantare chi li guardava.
Mort ebbe la sua conferma senza che Rita dicesse una parola, il suo cuore parlava per lei... le era così vicino da sentirlo agitarsi nel suo petto e senza aspettare oltre avvicinò le labbra alle sue e la baciò. Non ricordava l’ultima volta che sfiorò le labbra di una donna, e quel bacio per lui significava tutto... era la conferma che grazie a lei sarebbe riuscito a vivere una vita migliore, la conferma che non tutto era finito come credeva lui... soprattutto, la conferma che nel suo cuore non c’era solo odio.
Cap19
I primi spiragli di luce mattutina che filtravano dalla veranda del salotto di Mort, illuminavano una stanza in completo disordine... il tavolino era rovesciato, le tende strappate e uno scaffale di libri era letteralmente distrutto, per non parlare di tutto quello che c’era sul pavimento. Gli autori di tale caos erano abbracciati sul divano e si stavano appena svegliando... “Dove hai messo i miei occhiali?” “Come pretendi che sappia dove sono i tuoi occhiali, Mort?” “Beh, me li hai tolti tu!” “Che c’entra... se è per questo tu mi hai tolto le mutande... sapresti dirmi dove sono?” “Ok, hai vinto!” “Facci l’abitudine mio caro!” disse Rita ridendo mentre tentava di alzarsi dal divano... “Mio Dio!” “Che c’è?” “Questo salotto è un inferno... e mi fa male tutto Cristo santo!” “Scusami!” rispose Mort sorridendo “Questo è quello che si ottiene quando si passa la notte con un uomo che non vede una donna da più di un anno!” “Non si finisce mai di imparare... Ma che ore sono?? Io devo andare al lavoro è tardissimo! Mort ti prego aiutami a cercare la mia roba!” “Agli ordini sceriffo!”
Mentre raccoglieva la sua roba, Rita pensava alla notte appena trascorsa... non era stata per niente romantica eppure era stata la notte più bella della sua vita. Soprattutto aveva capito la differenza tra “fare sesso” e “fare sesso con Mort Rainey”... probabilmente non aveva ancora realizzato ciò che era realmente successo.
In tutta fretta Rita aprì la porta per precipitarsi in macchina, ma Mort l’afferrò per il braccio “Buongiorno, comunque, sceriffo!” le disse stampandole un bacio sulle labbra “Buongiorno signor Rainey!” gli urlò correndo verso l’auto.
Avviò il motore e ingranò la retromarcia, inevitabilmente vide la sua immagine nello specchietto retrovisore... “Che cosa diavolo ho fatto?” si disse.
Cap20
Durante il tragitto per il Distretto, Rita aveva avuto il tempo per riflettere su ciò che era accaduto. Si vergognava di se stessa per la prima volta nella sua vita... era arrivata ad un bivio che fin’ora esisteva solo nei suoi peggiori incubi: la sua carriera o Mort Rainey? La scelta di una di queste strade richiedeva la rinuncia assoluta dell’altra... un detective che si rispetti non può avere nessun tipo di rapporto con un sospettato, non può farci del sesso e soprattutto non può innamorarsene! Il guaio è che ormai era fatta... non voleva rinunciare a nessuna delle due strade, ma non poteva di certo restare ferma su quel bivio per tutta la vita.
La cosa che le faceva più male è che fino ad allora aveva giudicato male Dave Newsome... per lei era uno dei peggiori sceriffi che avesse mai conosciuto, eppure al momento era stata peggiore di lui! Aveva ragione! Lei non era all’altezza della situazione... e anche Mike ne aveva quando le disse di tornare indietro prima che fosse troppo tardi... ebbe l’impressione che gli altri la conoscessero meglio di quanto si conosceva lei... anche Mort “Perché non lo vuoi ammettere?” le chiese la sera prima... anche lui aveva ragione.
Fermò la macchina sul ciglio della strada... doveva riflettere. Ormai la situazione era questa e doveva trovare il modo di uscirne con la coscienza pulita. Lei non credeva che Mort fosse colpevole, non lo aveva mai creduto. Adesso che in ballo c’erano anche dei sentimenti ne era ancora più convinta... decise che per adesso sarebbe rimasta ferma immobile al bivio, sarebbe stata con Mort e allo stesso tempo avrebbe lavorato al suo caso per dimostrare la sua innocenza... perché lui era innocente. Non poteva essere altrimenti.
Apparentemente risollevata dai suoi ragionamenti, riaccese il motore e ripartì alla volta del Distretto con una determinazione che fin’ora non sapeva di avere.
Cap21
“Notte insonne, sceriffo?”, esordì la segretaria. “Si, non ho chiuso occhio stanotte. Devo avere un aspetto orribile immagino.” “Come è andata ieri col signor Rainey?” “Non ci sono andata...” “Ma io ho visto la sua macchina lì questa mattina per venire al lavoro...” “Si, gli ho lasciato un biglietto per dirgli che passavo oggi... ecco perché ho tardato un po’.”, mentì sorridendo forzatamente “Orsù mettiamoci al lavoro! Ho un sacco di fascicoli da leggere oggi!” disse con forza per cambiare argomento “Dave aveva la brutta abitudine di portarsi il lavoro a casa!” disse la segretaria “Gran brutta abitudine! Ci si stressa troppo!” rispose Rita... “Nel mio caso è il lavoro che porta a casa me!” continuò... “Come?” “Nulla parlavo fra me...”
Su alcuni dei fogli che Rita era intenta a leggere sul caso Rainey, era riportato uno degli ultimi interrogatori a cui fu sottoposto Mort... ad ogni domanda rispondeva che tutto era stato fatto perché Shooter avesse il finale che desiderava e che adesso era perfetto. Rita non riusciva a capire di quale “finale” parlava Mort... non aveva senso! Continuò a cercare tra i fogli del fascicolo e finalmente trovò qualcosa di interessante... la denuncia che Mort fece a Shooter per aver ucciso il suo cane Chico. Pare che John Shooter lo minacciasse in quanto era sicuro che Mort Rainey avesse plagiato una sua storia... il racconto in questione si chiamava “Secret Window”. Forse era questo il finale di cui parlava Mort... il finale di una storia!
Eppure dagli interrogatori che aveva letto sembrava che Mort avesse paura di parlare... possibile che Shooter lo minacciava a tal punto? E possibile che non gli importava minimamente della scomparsa della moglie?
Magari adesso che con lei aveva un rapporto “diverso” sarebbe stato più chiaro nel raccontargli gli avvenimenti se solo avessero intrapreso l’argomento... dopo il lavoro sarebbe di sicuro passata da lui per parlargli seriamente.
Il telefonò squillò, la segretaria rispose... “Ero sicura fosse di nuovo lui!”, disse. “E’ Mort Rainey!” “Avrà letto il mio messaggio...”, rispose senza pensarci...
“Pronto” “Ho ritrovato i miei occhiali! Sono rotti ho dovuto rimettere quelli vecchi ma la montatura è grande non mi piacciono più!” “Mor... ehm… signor Rainey! Ha letto il mio messaggio vero? Stasera passerò da lei... stavolta sono io che devo parlarle...” “Messaggio? Ma io non... ahhhhh ho capito, cos’è un giochetto erotico? Ok, starò al gioco!”disse ridendo “Certo Sceriffo! Ho trovato il suo messaggio! Stasera sarò tutto suo!” “Signor Rainey, non sto scherzando...” rispose trattenendo una risata “Dopo il lavoro passerò da lei.” “Ti aspetto! Non sono mai stato così felice per la visita di un piedipiatti!”
Cap22
Mort era felice come non era mai stato in questi ultimi due anni, Rita gli aveva consentito di respirare. Posò il ricevitore sorridendo, adorava prenderla in giro quando lei cercava di darsi un tono... così faceva anche con Amy. Questo pensiero lo fece rabbrividire... “Quando glielo dirai Mort?” “Cosa?” “Quando le dirai che sei solo un povero pazzo criminale? Aspetti che lo scopra da sola così dopo avrai un motivo per farla fuori?” “Io la amo!” “Amavi anche Amy mi pare... eppure adesso è li fuori a concimarti le piante!” “SMETTILA!” “MORT! Tu sei un assassino! Ucciderai anche lei! Mandala via! Non ti appesantire ancora di più la coscienza! Lei lo scoprirà e tu la ucciderai!” “NOOOOOOOOOOO! SMETTILA!SMETTILA!SMETTILA!” “Smettila tu Mort! Non meriti nemmeno di vivere! FALLA ANDARE VIA! FALLO! O CI PENSERO’ IO!”
Cap23
“Mort? Ci sei? Perché non apri? Mort?” Mort era in casa... c’era anche la sua auto parcheggiata nel vialetto, Rita pensò che si fosse addormentato e che non la sentiva bussare... ma dietro la porta si sentiva chiaramente il suo respiro. Affannato.
“Mort... perché non vuoi aprire, dai! Non mi va di scherzare e qui fuori fa freddo! Allora? La vuoi aprire questa dannata porta?Lo so che ci sei, ti sento!” “Vai via!” “Cosa?” “VAI VIA MI HAI SENTITO! NON ME LO FAR RIPETERE... ENTRA IN MACCHINA E CORRI A CASA!” “Mort ma che succede? Non capisco se è uno scherzo... smettila, mi stai facendo paura!” “Non voglio farti paura, lo dico per te! VA VIA E NON CERCARMI PIU’! SONO MORTO, CAPITO? MORTO!” “Dio mio che ti succede!? Ti prego dimmi cosa è successo? Perché fai così Mort? Apri ti prego, parliamo almeno!” Mort aprì la porta di scatto... non sembrava nemmeno lui, uscì senza nemmeno guardarla, si infilò nella sua macchina e accese il motore... poi tornò indietro, adesso la stava guardando ma i suoi occhi erano pieni di odio... non capiva perché fosse così arrabbiato. La afferrò forte per il collo e stavolta Rita ebbe davvero paura “Mort... che mi vuoi fare? LASCIAMI MORT! MI FAI MALE!” ma lui non la sentiva... la stava trascinando verso la sua auto e la spinse dentro con forza “Ritieniti fortunata! Se ti vedo un’altra volta diventerai la compagna di giochi di Amy!” disse chiudendo violentemente lo sportello facendola sobbalzare “Vai via e non tornare mai più! MAI PIU’! E’ meglio per tutti e due!” “Mort...” disse Rita singhiozzando... Mort, allora, infilò la testa nel finestrino arrivandole ad un millimetro dalla faccia “Cosa non ti è chiaro nelle parole “VAI VIA”? SPARISCI!”.
Cap24
Rita era in macchina... sconvolta, guidava senza nemmeno guardare la strada. Quello non era Mort. Almeno non lo stesso Mort con il quale aveva parlato al telefono poche ore prima, non lo stesso Mort con il quale aveva passato la notte. Si massaggiava il collo dolorante mentre le cadeva lo sguardo nello specchietto retrovisore... era in lacrime. Non sapeva se piangeva per il comportamento di Mort o perché aveva appena confessato indirettamente di essere colpevole...
“Se ti vedo un’altra volta diventerai la compagna di giochi di Amy!”... questa frase le rimbombava nella testa. Tutti i suoi progetti crollarono... non poteva più rimanere al bivio, ora sapeva che Mort era un assassino. Ma allora i corpi dove sono? Cosa ne ha fatto Mort? Se tutto era stato fatto perché Shooter avesse finalmente il suo finale , come continuava a ripetere, allora la chiave era in uno dei racconti di Mort... doveva procurarsi “Secret Window”e per farlo avrebbe chiesto l’aiuto di Mike.
Cap25
“Mh... pronto.” “Ciao Mike!” “Rita... Cristo santo... ma lo sai che sono le tre? Mi hai svegliato!” “Scusami tantissimo Mike, non me ne ero resa conto! Ti chiamo domani?” “No, no... ormai sono sveglio. Come va da quelle parti?” “Beh potrebbe andare meglio, però sono quasi arrivata alla soluzione del caso!” “Non ne ho mai dubitato.” “Senti... mi serve un libro, a Tashmore non ci sono librerie attrezzate a dovere, potresti procurarmelo?” “Ma certo... dimmi come si chiama.” “Il racconto che sto cercando si chiama “Secret Window”, solo che si trova in una raccolta della quale non conosco il nome, ma se cerchi in internet sono sicura che lo trovi... mi serve l’ultima edizione.” “Non c’è problema, domani mattina sarà la prima cosa che faccio!” “Grazie Mike... a volte non saprei cosa fare senza te!” “Figurati, non è nulla... lo sai che ci sono sempre!” “Grazie... e scusa se ti ho svegliato!” “Stammi bene Rita e fa attenzione per favore! Domani ti chiamo per farti sapere.” “Ok, buonanotte Mike!” “Dormi anche tu che è tardi!” “Ci proverò... ciao!”
Cap26
Rita aveva provato a seguire il consiglio di Mike, ma proprio non ce la faceva... avrebbe pagato per trovarsi sul divano di Mort in quel momento. Non le era mai capitato di innamorarsi così velocemente, lo conosceva appena eppure in quel poco tempo Mort le aveva dato qualcosa che nelle sue altre storie precedenti aveva solo intravisto.
Ma Mort era uno psicopatico, soprattutto era un assassino! Il suo dovere era quello di sbatterlo in prigione e non quello coprirlo... come avrebbe potuto guardarsi ancora nello specchio se lo avesse fatto? Inoltre l’aveva appena minacciata di morte, se fosse rimasta con lui avrebbe messo in pericolo la sua stessa vita... basta, questa storia doveva finire! Doveva tornare a ragionare! Appena avrebbe trovato il modo, Mort sarebbe stato arrestato e lei lo avrebbe dimenticato. Per sempre...
Quella mattina al lavoro sembrava non passare mai... nessuna telefonata di Mort e la segretaria continuava a fare domande. Quanto tempo ci stava mettendo Mike a trovare quel maledetto libro?
Moriva dalla voglia di dire a tutti che il famigerato Mort Rainey era spacciato, ma non era ancora sicura di quello che voleva fare. Un minuto pensava di arrestarlo, il minuto dopo si rendeva conto che non ce l’avrebbe fatta a stare senza lui e sapere che tutto dipendeva da lei la consumava.
Finalmente il cellulare cominciò a squillare, Rita lo afferrò velocemente “Mike!” “Rita, è tutto ok! Il libro non è stato difficile da trovare sta arrivando per posta, passalo a prendere domani mattina!” “Mike sei un angelo! Ti amo!” “Oddio, mi sarei tagliato una gamba per sentirtelo dire un anno fa!” “Grazie Mike davvero! Ti devo un favore grosso come una casa!” “Di nulla Rita! Poi però fammi sapere come va a finire! Anche se sono sicuro che sarà su tutti i giornali!” “Contaci Mike, è il minimo!” “Contiamo tutti su di te! Rendici fieri come sempre! Ci sentiamo!”
Cap27
“Hai visto, Mort? E’ stato facile!” “Sei ancora qui? Cos’altro vuoi? L’ho mandata via non sei contento?” “Si, ma sappiamo tutti e due che non è ancora finita...” “Per quanto mi riguarda si!” “Povero Mort... la ragazza sa tutto Mort, praticamente glielo hai detto! Adesso sarà li nel suo ufficio a scervellarsi per incastrarti!” “Se ha un po’ di cervello se ne sarà tornata a New York...” “Non prendiamoci in giro! Sai benissimo dov’è! Alloggia al “Riva del Lago”. Lì dove è iniziato tutto!” “Lasciala stare!” “Oh vorrei tanto! Ma quando verrà qui con l’intera forza della contea per arrestarti rimpiangerai di non avermi ascoltato!” “Se verrà non farò nulla...” “E’ questo che credi Mort? Allora lasciamo che siano i fatti a parlare... sarà un bello spettacolo per me!”
Cap28
Finalmente! Il libro era arrivato ed era nelle sue mani! Si chiamava "Everybody Drops the Dime" ed era sicura che tutte le risposte fossero scritte in quelle pagine, lo aveva inchiodato! Mort... è finita.
Entrò in macchina e aprì il pacchetto, fece scivolare avidamente il dito nell’indice del libro e trovò le pagine. La storia non le sembrava nemmeno troppo lunga, nel giro di un’ora avrebbe conosciuto la verità... non sapeva se gioirne o meno.
Si mise sulla strada del motel, l’auto non era un posto adatto per leggere... in fretta infilò le chiavi nella porta e si buttò sul letto per immergersi nella lettura.
Ogni rigo era una conferma... ogni parola un indizio. Si meravigliava di come lo sceriffo fosse stato cieco, la risposta era tutta in quelle pagine. Il mistero del caso Rainey era semplicemente racchiuso in un libro.
I corpi, almeno due, si trovavano nel suo giardino... quel giardino che aveva tanto ammirato.
Rita chiuse il libro con gli occhi gonfi di lacrime... allora era tutto vero, doveva davvero arrestare l’uomo che amava perché lui non era altro che un assassino.
Pensò ad Amy... Mort l’amava talmente tanto che pur di non vederla con un altro uomo preferiva vederla morta, era gelosa di lei... e si sentiva sporca per quei suoi pensieri malati... “La follia è contagiosa...” si disse cadendo in un sonno profondo...
Cap29
Dei colpi alla porta la svegliarono bruscamente, qualcuno stava bussando. Insistentemente. “Mh... Un attimo!”. Guardò l’orologio, era sera... aveva dormito quasi tutto il pomeriggio. I colpi si fecero più feroci “Sto arrivando per Dio!”.
Aprì la porta... Mort era lì e la guardava senza dire nulla. “So tutto...” gli disse “Lo immaginavo... non avere paura, non voglio farti del male.” “Me ne hai già fatto...” “Non era mia intenzione... volevo proteggerti.” “Perché sei qui?” “Arrestami!” “Uccidimi Mort e facciamola finita...” “Non voglio!” “Lo stesso vale per me... non voglio arrestarti, siamo nella stessa situazione a quanto pare! Intanto entra prima che ti veda qualcuno...”
“Che strana la vita!” disse Mort entrando nella camera “E’ qui che è cominciato tutto, è qui che ho scoperto il tradimento di Amy, lì... su quel letto. Ed è qui che tutto dovrà finire, Rita. Io sono pazzo... ho ucciso delle persone. Non merito la libertà... se vogliamo dirla tutta non merito nemmeno la vita! Se non mi arresti tu lo farà qualcun altro perché ho deciso di costituirmi, ma promettimi... che sarai tu a farlo! Prima però...” le sussurrò all’orecchio abbracciandola forte “regalami l’ultima notte di libertà!”
Cap30
Mort fu dolcissimo quella notte... fecero l’amore come se fosse l’ultima volta... e in effetti lo era.
Adesso dormiva tranquillo mentre Rita poggiava la testa sul suo petto... ma lei non dormiva affatto. Toccava a lei adesso portare tutto il peso. Si liberò delicatamente dalle sue braccia e andò a sedersi sulla poltroncina accanto al letto per guardarlo meglio... le piaceva ogni piccolo movimento che faceva durante il sonno. Non poteva dirgli addio... non voleva! Non adesso che aveva scoperto un’altra differenza: quella tra “fare sesso con Mort Rainey” e “farci l’amore”. Le sue mani... le sue labbra, regalavano brividi che nessuno prima d’ora le aveva mai dato.
Piangeva in silenzio per non svegliarlo e allo stesso tempo aveva voglia di urlargli quanto lo odiasse per aver fatto in modo che si innamorasse di lui. No, non poteva arrestarlo... se Mort voleva costituirsi doveva farlo solo dopo averla uccisa, perché lei sarebbe morta comunque senza di lui.
Cap31
Mort stava ancora dormendo... Rita gli puntava la pistola alla testa con una mano, mentre nell’altra aveva pronte le manette “Posala... non ce n’è bisogno.” Disse Mort ancora con gli occhi chiusi porgendole i polsi... “Portami via e finiamola una volta per tutte!”.
Senza dire una parola gli ammanettò un solo braccio al letto prendendo Mort alla sprovvista “C-che fai? Perché mi hai ammanettato qui?” “Io non ti arresto Mort... e di sicuro non permetterò che tu vada alla polizia!” “E quindi cosa proponi di fare?” disse ridendo “Non lo so... per ora nessuno sa di te, non sei in pericolo... ancora non ti cercano.” “E’ solo questione di tempo...”guardò il suo "Everybody Drops the Dime" poggiato sul comodino “Anche se sei l’unica che ci è arrivata al momento!” “Potremmo andare via...” disse Rita senza ascoltarlo “Tashmore non è il centro del mondo!” “Se io sono pazzo tu lo sei di più! Portarti con me, via dal tuo lavoro e dalla tua vita equivale ad ucciderti... io non voglio, non potrei mai più guardarti negli occhi.” “Ma sono io che lo voglio... non mi porteresti via con la forza. Mort... senza te non ce la faccio.” “Promettimi che non te ne pentirai!” “No, è la cosa giusta da fare, ho deciso!” “Lo sai che non sarà facile... ho ucciso, potrei rifarlo, pensaci bene...” “Non succederà Mort... dimentichiamo ciò che hai fatto, non è giusto lo so, ma non importa. Adesso siamo in due, supereremo tutto insieme Mort... divisi non possiamo farcela.” “Ti amo Rita!” disse serio “Anche io Mort e te lo voglio dimostrare, andiamo a casa, prendi la tua roba e andiamo via... adesso, subito! Prima però toglimi una curiosità e poi non torneremo mai più sull’argomento...” “Sono nel lago.” rispose anticipandola “Gli altri due corpi sono nel lago. Adesso vuoi liberarmi da qui o aspettiamo che il mio braccio vada in cancrena!?” “Mh...” “Mh? Che significa?” “Che non sono sicura di volerti liberare! Sei così carino e indifeso che fai quasi tenerezza.” disse ridendo “Ah che simpatica! Guarda che io sto rimanendo qui buono buono solo per la speranza di un premio per la mia bravura!” “Mai niente per nulla eh?” “Per chi mi hai preso?” “Ok! Allora se prometti di fare il bravo ti libero!” “Promesso!”
Mort la guardava mentre era intenta a togliergli le manette e quasi stentava a credere che una donna così speciale avrebbe lasciato tutto per seguirlo... stava capitando proprio a lui, a lui che nemmeno se lo meritava. “Ho paura.” disse “E’ tutto troppo bello... non durerà, rovinerò tutto!” “Ottimismo è il tuo secondo nome vero? Mort... fidati di me, ti prego! Andrà tutto bene...” gli disse baciandolo.
Per la prima volta fu lei a prendere l’iniziativa e per Mort fu l’ennesima conferma. “Ti amo... come posso fartelo capire?” “Sei sulla buona strada!” rispose Mort abbandonandosi tra le sue braccia.









Se qualcuno osa sbavare sul mio Mort mi trasformo in Shooter!